Bavosa occhiuta (Blennius ocellaris)

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Phylum Chordata 
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Ordine Perciformes
Famiglia Blennidae 
Genere Blennius 
Specie ocellaris 
Classificazione Linnaeus, 1758 
Nome latino Blennius ocellaris 
Sinonimi latini  
Nome comune  Bavosa occhiuta 
Nomi dialettali Abruzzo: Bavosa, lampusa, mamosa; Calabria: Bausa suricera, bausuni; Campania: Capotosta, paravoscia, ravuschella, vavosa; Lazio: Baoscia, bavusa, lupetta, pavaroscia;  Liguria: Bavarello, bausa, bauza, bavecca, galletto, ghiggiouin; Marche: Galluzzo dall'occhio,  gattarusola dall'occhiale, gattina piccola, pesce occhiale; Puglia: Bausa, bavusa, muccosa, pausa, varavaschie, vavos: Sicilia: Bausa, bausa occhiuti, bausuni, cadduffu, gadduffa vavusa, juria, patavano, pisci lebre, pisci lunaro, piscialetta occhiusa, scaggiunusu, vavusu, vavusuni; Toscana: Bavosa; Veneto, Gatarozola da l'ocial, gatarusola d'aspreso, gatarusola de mar, gatta, gattarusola, lampuga, strega, striga.  
Sinonimi italiani  
Nome inglese  Butterfly blenny.
Sinonimi inglesi sconosciuti.
Pinne  D: X-XI, 14-16 ( Tortonese, 1975); X-XI, 15-16 (Bini, 1968); X-XI, 15-20 ( Peronaci, 1966): A: I-II, 15-16 (Bini); II, 14-16 ( Tortonese ); P: 12; pelviche: I-3; C: 14-16.
Denti  36 piccoli e molto fitti, più due canini grossi e ricurvi all'angolo della bocca, nella mascella superiore, che possono diventare anche tre in quella inferiore.
Linea laterale
 
Taglia  Con i suoi 20 cm. al massimo è una della più grosse dei nostri mari.
Distribuzione  Presente nell'Europa settentrionale a profondità (10-20 m.) inferiori a quelle del Mediterraneo ( 30 e anche 100 e più) dove è comune. Si incontra in Inghilterra, Portogallo, Mediterraneo settentrionale, Algeria, Marocco.
Descrizione 

E' facilmente riconoscibile per il lungo filamento che si diparte dal primo raggio spinoso della pinna dorsale, che  a sua volta è profondamente incisa a metà. Corpo alto e compresso, con rapporto altezza:lunghezza = 1:3,7, muso pressochà verticale; sulle arcate sopraciliari sono presenti due caratteristiche "corna" molto sviluppate con frangiature alle estremità. Il colore di fondo à bianco marrone ( magari anche vagamente giallastro) con alcune  ( 5 o 6 di solito) striscie verticali scure; sulla parte anteriore della pinna dorsale à molto evidente una caratteristica macchia azzurra ( o bianco/azzurra o bianca, talvolta) posta fra il 5° e 6° raggio; per Palombi&Santarelli (1961) la macchia è posta fra il 6° e il 7° raggio.

Abitudini  Permane, a differenza delle congeneri, a profondità relativamente notevoli, oltre i 30 m. e anche fino a 3-400; la sua attività è prevalentemente notturna.
Habitat  Fondali sabbiosi o fangosi, non disdegna cozzi di terraglie.
Alimentazione  Carnivora: vermi, piccoli crostacei, anche pesciolini e detriti organici di varia natura.
Riproduzione  Da febbraio a settembre, le uova vengono deposte al riparo di facce interne di conchiglie o oggetti atti allo scopo e vengono custodite dal maschio. Per Zender, 1986: ad aprile nel Tirreno settentrionale; in Inghilterra a luglio.
Adattabilità acquario Vita breve in acquario, in relazione alla sua bentonicità.
Fonti tassonomiche  Antonio Gori
Fonte fotografica  Ferdinando Quaranta
 
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