| Phylum |
Chordata |
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| Ordine |
Perciformes |
| Famiglia |
Scyliorhinidae |
| Genere |
Scyliorhinus |
| Specie |
canicula |
| Classificazione |
(Linnaeus), 1758 |
| Nome latino |
Scyliorhinus canicula |
| Sinonimi latini |
Squalus catulus, Linneo, 1758; Scyllium canicula, Cuvier, 1817; Scyliorhinus catulus, Baalinville,1816; Scyliorhinus canicula, Griffini, 1903; Scyliorhinus caniculus, Garmen, 1913; Scyliorhinus duhamelii, Giltay, 1928. |
| Nome comune |
Gattuccio minore |
| Nomi dialettali
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Abruzzo: Gattuccie, canicchie; Calabria: Gattariellu, jattopardu, gattareddu; Campania: Cacciuttolo, cacciottiello, scatto, sguattolo, pardolle; Liguria: Pinto-rousso, gatusso, gatussu, gattusi; Lazio: Cagnetto; Marche: Gattina, cagnola, gattocele, gattuccia; Puglia: Cagnulo, gattod, gattgattodde, liabarda,jattola, salamme, salamine, sguatto; Romagna: Gattù, scorzone, gatta, gattina; Sardegna: Cattuzzu, ganiottellus, gattu de mari, sonacolus, gattuzzu; Sicilia: Attaredda, cazzuni, gattaneddu, gatturzo, jattopaddu, jattopardu, jadduzzu, pisvi jatta; Veneto: Gata, Gata de Quarnero, gate, gatta, gatta d'aspreo, gatta nostrana, gatta schiava, piunca. |
Sinonimi italiani
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Gattuccio. |
| Nome inglese |
Lesser spotted dogfish. |
| Sinonimi inglesi |
Cur fish, blind jimmy, catfish, daggar, kennet, daw fish, landdog, flake, huss, fay dog, picted dog, robin huss, rough dog, rough hound, rigg, row houd, small spotted dogfish, small spotted catshark... Tempo fà nelle pescherie d'Inghilterra, era venduto fraudolentemente, spellato, con l'allettante nome di "rock salmon"! |
| Pinne |
Due pinne dorsali, due ventrali (pelvica e anale), tutte all'incirca triangolari. Le due dorsali sono molto arretrate, arretrate anche al confronto delle ventrali. |
| Denti |
Su ambedue le mascelle piccoli denti con cuspide centrale, sull'obliquo e acuminate. |
Linea laterale
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| Taglia |
Non più di 80 cm. nel Mediterraneo, in media 50; di dimensioni maggiori in Atlantico; peso massimo in Mediterraneo: fino a 2 kg. (Peronaci), media circa 0.8.
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| Distribuzione |
Atlantico orientale dalla Scandinavia alle coste del Senegal. Mar Mediterraneo e Mar Nero. |
| Descrizione |
Corpo molto slanciato e affusolato, rapporto altezza:lunghezza = 1:9,2; capo schiacciato, muso corto e arrotondato; bocca molto arcuata e coperta nel margine anteriore dalle valve nasali, narici più vicine alla bocca che all'esterno del muso, spiracolo subito dietro all'occhio. Occhio ovale, a mandorla, senza membrana nittitante, con piega suboculare molto sviluppata. Cinque fessure branchiali, abbastanza piccole, le ultime due al di sopra della base delle pinne pettorali. Coda con lobi molto differenziati: lobo superiore grande e lobo inferiore quasi assente. Scaglie con denticoli a punta acuta abrasiva. Colore fra il rossastro e il giallastro o sul bruno, numerose macchie nere e marroni sulla testa, dorso, pinne e coda, spesso anche macchie bianche sulla parte anteriore del dorso; ventre bianco sporco. I giovani hanno 7/7 fasce trasversali più scure. |
| Abitudini |
Notturne. E' un pesce pigro: passa gran parte del tempo adagiato sul fondo. |
| Habitat |
Solitamente su fondi fangosi, ma anche su sabbia e ghiaia e, talvolta, fra le praterie sottomarine, dai 20 ai 400 m. |
| Alimentazione |
Carnivoro: pesci, molluschi, crostacei, arenicole (vermi). La sua carne, comunque, è poco appetibile: molto stopposa e coriacea; il fegato è tossico. |
| Riproduzione |
Specie ovipara con fecondazione interna: uova rettangolari,cornee e trasparenti con quattro proppagini filiformi ( due per lato più breve) che si fissano ai supporti esistenti sul fondo (gorgonie, spugne....) sempre ad una profondità inferiore ai 30 m.; l'incubazione dura dai cinque agli undici mesi e ogni femmina depone non più di due uova fecondate. Si accoppia in qualsiasi stagione dell'anno con punte in inverno e primavera. |
| Adattabilità acquario |
Ottoma: durante il giorno se ne sta fermo, adagiato pigramente sul fondo in zone poco illuminate. Si riproduce usualmente. Resiste benissimo a lunghi digiuni. |
| Fonti tassonomiche |
Antonio Gori |
| Fonte fotografica |
Ferdinando Quaranta |
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