Suro (Trachurus tracurus)

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Phylum Chordata 
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Ordine Perciformes 
Famiglia Carangidae 
Genere Trachurus 
Specie trachurus 
Classificazione (Linnaeus), 1758 
Nome latino Trachurus trachurus 
Sinonimi latini Scomber trachurus, Linneo, 1758; Trachurus saurus, Rafinesque, 1810; Seriola picturata, Bodwich, 1825; Caranx trachurus, Cuvier, 1833. 
Nome comune  Suro 
Nomi dialettali Abruzzo: Suro; Calabria: Sauro, sauru verace, saurigghiani; Liguria:laxerto; Romagna: Sover. 
Sinonimi italiani
 
Nome inglese  Horse mackerel. 
Sinonimi inglesi Atlantic horse mackerel, buck mackerel, common scad, scad, shad (nomi spesso locali, in Inghilterra e in U.S.A., che possono dar luogo a confusioni con altre specie di altre famiglie).
Pinne  D1: VIII; D2: I-28/33; A: II-I 25/33; P: 20/21; pelviche: I-5 (Bini, 1968). Per W.F. Smith e Vaniz (1968): A: II-I 24/29. Le due pinne dorsali si ripiegano indietro in un apposito solco sul dorso come per altri veloci nuotatori. 
Denti  Disposti in una sola fila sulle due mascelle ed anche sul vomere, palatini e lingua, molto piccoli e fini. 
Linea laterale
Caratteristica per la forma che potremmo sinteticamente definire: " a Z ". E' ricoperta di scudetti ossei di numero variabile tra 69 e 79, sovrapposti e con una punta nel bordo superiore. Il suro ha anche un'altra linea laterale accessoria (senza scudetti ossei), più in alto, tra l'inizio della prima pinna dorsale e i primi due terzi della seconda. 
Taglia  Massima lunghezza 50-60 cm., normalmente fino a 30. Un record di peso: Kg. 1,455. 
Distribuzione  Presente dalla penisola scandinava all'Islanda, Mediterraneo, rara nel Mar Nero; costa africana fino alle isole del Capo Verde.  
Descrizione  Corpo oblungo con rapporto altezza:lunghezza = 1:5, fusiforme, compresso lateralmente, testa dal muso acuminato, bocca grande, mandibola lievemente prominenete, occhio grande con due palpebre adipose fisse. Colore del dorso grigio/azzurro/verdastro, ventre grigio argenteo. Macchia nera sul margine posteriore degli opercoli. 
Abitudini  Specie cosmopolita, pelagica, trattasi di forti nuotatori in gruppi più o meno grandi; nei mesi estisi si avvicinano viappiù alla costa in acque superficiali, usualmente su fondali sabbiosi, mentre in inverno scendono in profondità anche fino a 500 metri. Gli stadi giovanili spesso si raggruppano a nuotare sotto grosse meduse seguendone gli spostamenti. Si fermano anche sotto oggetti galleggianti, usufruendo della loro ombra. 
Habitat   
Alimentazione  Carnivora: crostacei planctonici, forme giovanili di altri pesci, anche acciughe e sardine adulte. 
Riproduzione  Durante tutto l'anno, ma particolarmente in estate. 
Adattabilità acquario Possibilità di adattamento nonostante la loro qualità di forti nuotatori. 
Fonti tassonomiche  Antonio Gori 
Fonte fotografica  Ferdinando Quaranta 
 
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