Ghiozzo testone (Gobius cobitis)

PhylumChordata
OrdineGobiidae
FamigliaGobius
GenereCobitis
Speciecobitis
ClassificazionePallas, 1811
Nome latinoGobius cobitis
Sinonimi latiniGobius capito, Valenciennes, 1837; Gobius guttatus, Valenciennes. 1837; Gobius limbatus, Valenciennes, 1837; Gobius exanthematosus (nec Pallas), Rathke, 1837; Gobius capitonellus, Kessler, 1874; Gobius albosignatus, Kessler, 1874; Gobius (Macrogobius) cobitis. De Buen, 1931; Gobius exanthematosus gibbosus, Ninni, 1938; Gobius exanthematicus, Soljan, 1963.
Nome comuneGhiozzo testone.
Nomi dialettaliAbruzzo: Capucchione, capuccione, muzzàune; Campania: Mazzone 'e razza, mazzone 'e scoglie, mazzoni; Lazio: GHiozzo, ghiozzo grosso, mazzone; Liguria: Ghiggiun de fundu, ghiggiun neigru; Marche: Capocchione, govatti, guatto, marscione; Puglia: Cocciulu di pietra, guggiune, ghiggion, guggiune de scoglio, guggiune muzzariedde, maccarone; Romagna: Murscione; Sardegna: Maccioni concamanna; Sicilia: Guggiuni de fortuna, mazzuni saracinu, urgiuni, urgiuni 'i fortuna, urgiuni 'i pietra, urgiuni 'i razza;Toscana: Ghiozzo capoccione, ghiozzo di buca, ghiozzo testone; Veneto: Gò de mar, goatta de mar, guatto giallo.
Sinonimi italianiNon rilevati.
Nome ingleseGiant goby.
Sinonimi inglesiGreat-headed goby, stone goby.
PinneD1: VI; D2: I; 13-14, A: I-10-11; C: 15; P: 18-19; V: I, 5.
DentiPluriseriati, finissimi, superiormente un pò più grandi, ricurvi; denti faringei molto fini, robustissimi e rivolti in parte all'indietro.
Linea lateraleDa 59 a 67 squame (Lythgoe, 1973); da 59 a 68 squame (Tortonese, 1975); da 60 a 65 (Bini, 1969).
TagliaAl massimo fino a 900 gr. e 27 cm.
DistribuzioneAtlantico orientale: Inghilterra sud ovest fino ad Agadir, Marocco, mar Mediterraneo e Mar Nero. può essere migrato nel Mar Rosso (fonte FishBase).
DescrizioneRapporto altezza:lunghezza = 1: 4,1; squame piccole, corpo grosso e largo, quasi paffuto, con labbra grandi; narici anteriori con un lungo tentacolo suddiviso in filamenti di diversa lunghezza; membrana nasale con margine ondulato a due lobi. E' il più grosso gobide mediterraneo. E' di colore bruno verdastro con grandi macche irregolari bruno scure o nere e macchie gialle, di minor grandezza; pinne giallastre con macchie più o meno regolarmente disposte, marroni. Una colorazione che risulta di notevole mimetismo e varia in relazione all'habitat. Privo di vescica natatoria.
AbitudiniComune strettamente litorale, anche a minime profondità; solitario, poco mobile ( se non disturbato) ma molto sospettoso.
HabitatAmbienti rocciosi e a posidonie.
AlimentazionePiccoli pesci, crostacei e vermi, nonchè alghe verdi (Enteromorpha)
RiproduzioneDa marzo a maggio nel Mediterraneo, le uova, le più grosso fra quelle dei gobidi dei nostri mar, demerse ed attaccate in gran numero sotto le pietre o altri oggetti sommersi, sono difese accanitamente dai maschi.
Adattabilità acquarioOttimo come, generalmente, tutte le specie della famiglia Gobiidae.
Fonti tassonomicheAntonio Gori
Fonte fotograficaFerdinando Quaranta