Murena (murena helena)

PhylumChordata
OrdineAnguilliformes
FamigliaMuraenidae
GenereMuraena
Speciehelena
ClassificazioneLinnaeus, 1758
Nome latinoMuraena helena
Sinonimi latiniGymnothorax murena, Bloch, 1801; Murenophis melena, Lacépède, 1803; Murena romana, Shaw, 1803; Murena puntata, Rafineque, 1810; Murena variegata, Rafinesque, 1810; Murena fulva, Risso, 1810; Murena lentigginosa, Jenyns, 1835; Thyrsoidea augusti, Kaup, 1856; Murena guttata, Risso, 1826; Thyrsoidea atlantica, Johnson, 1861; Murena bettencourti, Osorio, 1909¸Muraenopsis helena, Fowler, 1936.
L’imponente sinonimia latina evidenzia le forti differenze di colorazione che ha tratto in inganno i primi classificatori.
Nome comuneMurena
Nomi dialettaliAbruzzo: Meraine, murene; Calabria: Morena, murina; Campania: Murena; Lazio: Morena; Liguria: Moenna, muena, murinna; Marche: Murena; Puglia: Amarena, amurena, murene, murinna; Romagna: Murena; Sardegna: Morena, murena, murina, murina anguiddargiu; Sicilia: Garajuni., guaragliuni, maraiuni, murina, murina de forturi, murina imperiali, murina palina, quadaruni; Toscana: Morena; Veneto: Bigatto in devisa, bigatto tigrà, morena, murena.
Sinonimi italiani
Nome ingleseMoray.
Sinonimi inglesiMediterranean moray, moray eel, murry.
PinnePinna pettorale e pelvica assenti, pinna dorsale ed anale confluenti con la caudale.
DentiUna sola serie su entrambe le mascelle, caniniformi. Lunghi, forti e arcuati verso l’interno. Denti vomerini che (Bini, 1868) diminuiscono da giovani ad adulti nel rapporto di 15 a 3.
Linea laterale
TagliaLunghezza massima da 1 m. a 1.30-1,50 secondo AA., per Gargiullo (1982) può raggiungere eccezionalmente i 2 m. Per un peso massimo di 10 Kg.
DistribuzioneE’ presente in Atlantico orientale dalle isole britanniche alMarocco e Senegal, assente in Mar Nero.
DescrizioneCorpo serpentiforme compresso anteriormente con rapporto altezza lunghezza da 1:10 a 1:12 o, per altri, da 1:15 a 1:20 con pelle nuda e ricoperta di muco. E' priva di vescica natatoria.Testa corta, massiccia, le narici anteriori sono quasi a metà del muso, le posteriori al di sopra degli occhi; bocca ampia, le mascelle superiori con 4 pori per lato, mentre le inferiori ne hanno 5 o 6 sempre per lato. Opercoli e fessure branchiali assai piccole.
Di coloro bruno nerastra o bruno rossastra e striscie giallo biancastre, il tutto con notevoli differenziazioni anche individuali.
AbitudiniEsclusivamente marina, solitaria e di abitudini notturne. A causa delle molto piccole aperture branchiali deve aprire e chiudere la bocca ogni due o tre secondi perché ha bisogno di pompare continuamente acqua per portare ossigeno alle branchie stesse ( Mondo Sommerso, agosto/ settembre 1980). Malgrado l’aspetto minaccioso, gli occhi crudeli e la bocca appropriatamente armata, diviene docilissima , una volta addomesticata, fino a venire a prendere il cibo dalle mani dei subacquei.
HabitatVive negli anfratti rocciosi, da 3 a 15 m., usualmente, e discende a maggiori profondità d’inverno. Abbiamo comunque incontrato grossi esemplari d’estate a profondità superiori ai 50 m.
AlimentazioneSi nutre di polpi e di altri cefalopodi, pesci e crostacei che individua principalmente grazie al suo olfatto.
RiproduzioneIn estate. Uova sferiche galleggianti di circa 5 mm. di diametro.
Adattabilità acquarioOttima
Fonti tassonomicheAntonio Gori
Fonte fotograficaFerdinando Quaranta