Tracina drago (Trachinus draco)

PhylumChordata
OrdinePerciformes
FamigliaTrachinidae
GenereTrachinus
Speciedraco
ClassificazioneLinnaeus, 1758
Nome latinoTrachinus draco
Sinonimi latiniTrachinus lineatus, Bloch & Schneider, 1801.
Nome comuneTracina drago
Nomi dialettaliAbruzzo: Ragnolo, ragno tigrato; Calabria: Tracina, tracina bovina; Campania: Tracena janca, tracena liscia; Lazio: Tracina; Liguria: Agna, ania , dragena, ragna, trasina, traxina; Marche: Ragno tigrato; Puglia: Parasacculo, parasaula, strascene, trasciene; Sardegna: Aragna; Sicilia: Tracina carrubara, tracina pinta, tragena; Toscana: Tracina; Veneto: Ragno, varagno.
Sinonimi italianiNessuno.
Nome ingleseGreater weever.
Sinonimi inglesiCommon weever, great weever, sea cat, sting bull, stingfish; talvolta è chiamato, impropriamente, "angler", termine apportatore di confusione in quanto proprio di alcune specie della famiglia Lophidae. Il termine inglese "weever" deriva dall'antico fancese "wivre": vipera.
Pinne1°D: V-VI/VII; 2°D: 29-31 (Bini), 29-32 (Tortonese); A: II, 28-30, II 28-34 (Tortonese); P: 16; C: 2,15,2; Pelviche: I,5.
DentiSottili, piccoli ed acuti, in diverse serie, su mascelle, vomeri e palatino.
Linea lateraleDa 70 a 80 squame.
TagliaMassima sui 40 cm.; per l'Adriatico: 37 cm. (Bini, 1968, Soljan, 1975); usualmente 25-30 cm. Peso fino a circa 1 Kg.
DistribuzionePresente in tutto il Mediterraneo e Mar Nero, Atlantico orientale dalla Norvegia al Marocco e Madera.
DescrizioneCorpo allungato e compresso con rapporto altezza:lunghezza = 1: 6,6. Muso breve con bocca grande e oblicua. Gli occhi sono posti in alto, ravvicinati e globulari con due piccole spine orbitali. Squame ctenoidi, coda non biloba, leggermente concava. Ha una lunga e robusta spina posta al bordo dell'opercolo (velenifera), 5 o 6 spine, pure velenifere sulla prima pinna dorsale. Il veleno contenente neuro ed emotossine, è simile a quelle di alcuni serpenti. Il colore è caratterizzato da una serie di strisce oblique, dipendenti dalla sistemazione delle scagle, brune e lievemente verdastre su fondo grigio giallastro, punti scuri sul capo. La prima pinna dorsale è quasi interamente nera, così come la codale. Le altre pinne sono, variamente, più chiare.
AbitudiniSpecie bentonica; è solita affondarsi nella sabbia lasciando fuori solo il capo e le spine velenifere (l'azione delle quali è più temibile durante il periodo riproduttivo) della prima dorsale, in posizione eretta; sembra conscia del suo potere velenifero, tanto da attaccare talvolta, e senza provocazione, anche l'uomo ( evento proprio a noi accaduto). D'estate ed in primavera la si ritrova in pochi metri d'acqua, d'inverno scende ancho oltre i 100 metri.
HabitatFondali di sabbia, melma, anche ghiaia.
AlimentazioneCarnivoro, assale anche pesci che le capitino nei pressi, ma, prevalentemente molluschi e crostacei di piccole dimensioni.
RiproduzioneDi primavera ed estate. Le uova sono galleggianti (diam. mm. 0,96 - 1,10).
Adattabilità acquarioMolto elevata, può resistere per numerosi anni.
Fonti tassonomicheAntonio Gori
Fonte fotograficaFerdinando Quaranta